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Posted by in Attualità, In Focus | 0 comments

This is war.

This is war.

Ci siamo abituati alla parola guerra, alle classiche immagini da guerra, alla classica voce finta smorzata del giornalista di turno che leggendo il gobbo, da bravissimo attore, indossa senza minimo sforzo una maschera degna dei migliori interpreti di teatro. Carrellate di immagini, anche loro sempre le stesse, sempre gli stessi ignari attori protagonisti di un film che non hanno deciso di recitare. Purtroppo da tanto, troppo tempo, i più di noi sono diventati tolleranti al problema guerra, insensibili e mentalmente abituati a massacri, genocidi, fosse comuni, stragi. Eppure, non molto lontano dai nostri confini, negli ultimi venti anni ne abbiamo avute di fosse comuni, genocidi e stragi. Basta ricordarci di cosa si è reso responsabile Slobodan Milošević 1. Più recentemente non possiamo dimenticarci dell’ Afganistan, Iraq, l’eterna lotta fra palestinesi e israeliani e non di meno quello che sta accadendo in Siria 2.
Quotidianamente siamo mediaticamente bombardati da notizie e approfondimenti sul problema Siria. Sopratutto adesso che siamo ad un passo dallo scoppio della guerra non più circoscritta ai confini nazionali , ma che vede impegnata in prima linea gli Stati Uniti d’America. È di poche ore fa la conferenza stampa del Segretario di Stato Kerry durante la quale ha affermato:

Gli USA ritengono lo scenario siriano analogo a quello della Conferenza di Monaco, quando l’occidente non riuscì a fermare Hitler e l’espansionismo nazista.3

Nel nostro paese la politica non si esprime proprio sull’argomento Siria; siamo troppo impegnati nell’ormai imminente campagna elettorale, ma quando decide di farlo, lo fa tramite il Ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino. Noi, come stato, ci limitiamo a rispettare la decisione dell’ Onu su come procedere contro la Siria. Per il momento, troviamo insieme al bel paese a favore della via diplomatica, Russia, Cina, e anche l’ Inghilterra. Cameron schieratosi (ovviamente) a fianco degli USA a favore di una risoluzione militare, ha sottolineato anche che:

È impensabile intervento in Siria senza Onu4

Obama dal canto suo ha già reso noto che è pronto ad intraprendere un’azione solitaria per fermare il regime di Assad. Per chi è a favore ad un’azione militare per fermare le atrocità che stanno devastando il paese, ha come appoggio i quasi due milioni di profughi che parlano, raccontano e mostrano sulla loro pelle qual è il prezzo da pagare a vivere sotto un dittatore sanguinario. Il vaso di Pandora si è scoperchiato il 21 Agosto5 quando abbiamo assistito alla strage causata dall’uso di gas nervino sulla popolazione civile. Tale evento ha avuto un duplice effetto catalizzante verso la quasi assente risposta del mondo occidentale contro i crimini di Assad: in primis ha creato il legittimo espediente per gli USA nell’intraprendere attraverso strade traverse, nascoste, il rifornimento a favore di ribelli siriani tramite la CIA con armi ed equipaggiamenti tramite una rete segreta di depositi sparsi in Giordania 6; in secundis la notizia del Daily Record secondo cui l’ Inghilterra aveva rifornito i ribelli con gas mesi dopo lo scoppio della guerra civile, smonta l’onda di entusiasmo che aveva mosso sentimenti giustizialisti. Sempre come afferma il Daily, tali rifornimenti sono stai revocati mesi dopo, quando l’Unione Europea ha deciso di condannare l’operato di Assad con pene ancora più dure. Ancora una volta, come tante altre, ci troviamo di fronte ad un bivio: attaccare o discutere. Chi si schiera da una parte o dall’altra deve tenere bene a mente che nessuna delle due opzioni porta ad un risultato certo, anzi. Chi vorrebbe vedere Assad alla gogna o impiccato come Hussein 7, ripone nei potenti della Terra il compito e l’onere di ripulire il pianeta da un dittatore, sanguinario assassino del proprio popolo. Chi invece ha ancora ben vivido, come il sottoscritto, il ricordo delle atrocità commesse da militari scellerati8 contro prigionieri di guerra, sa che molto spesso la strada giusta da scegliere è difficilmente percorribile. In tali frangenti mi viene in mente la frase latina di Giovenale << Quis custodiet ipsos custodes? >>, chi sorveglierà i sorveglianti stessi?


  1. Tra i protagonisti politici delle Guerre nella ex-Jugoslavia, accusato di crimini contro l’umanità per le operazioni di pulizia etnica dell’esercito jogoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo. Fonte: Wikipedia 
  2. Conflitto scoppiato a Marzo del 2011, nato da una escalation di manifestazioni pubbliche che sono sfociate in una rivolta su scala nazionale e in fine in propria e vera guerra civile nel 2012.  
  3. ANSA 
  4. RAINews24 
  5. Circa 1500 persone, fra cui 426 bambini, sono rimasti vittime dell’uso del gas nervino.

    Vittime di un presunto attacco con gas Nervino. Fonte: Iternazionale

  6. Tale notizia riporta dal WSJ ha come scopo quello di creare una rete di ribelli fidati capaci di creare sacche di resistenza contro il regime. 
  7. Hussein 
  8. In seguito a documenti riservati rilasciati da Wikileaks sulle torture perpretate da alti funzionari civili e militari come tecniche di interrogatorio, il Guardian e la BBC araba hanno costrutito un’inchiesta lunga 15 mesi per accertare la dinamica dei fatti. Fonte: Il Post 

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